La “tenuta” del matrimonio

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Dire qual è il segreto del successo matrimoniale non è facile.
Ognuno ha la sua ricetta.

Molti, ad esempio, ritengono che il matrimonio ben riuscito nasca dall’accordo fra i partner e dalla loro soddisfazione.

Ma ci sono coppie che litigano in continuazione e che, nonostante questa contrapposizione continua, riescono a star bene insieme.

E ce ne sono altre piuttosto insoddisfatte del loro ménage che però a lasciarsi non ci pensano proprio.

E allora?

Agli inizi della relazione, evidentemente, sono soprattutto l’attrazione reciproca e la passione sessuale gli elementi che contano di più e che consolidano il rapporto.
Col passare del tempo, però, subentrano altri ingredienti, come ad esempio la capacità del partner di offrire conforto e di prendersi cura dell’altro.

Secondo diversi studiosi, ingredienti come questi giocano un ruolo non marginale nell’assicurare la “tenuta” del legame.

Molti ricercatori vedono nella teoria dell’ATTACCAMENTO un utile guida per comprendere i comportamenti delle persone all’interno della relazione di coppia.
Bowlby, come è noto, affermava CHE IL COMPORTAMENTO DI ATTACCAMENTO È TIPICO DELL’ESSERE UMANO DALLA CULLA ALLA TOMBA.

 

Sono le esperienze dei primi anni di vita a determinare il nostro personale “stile” di attaccamento e questo, a sua volta, influenzerà il nostro successivo modo di relazionarci con gli altri.

Alcuni ricercatori hanno visto che le relazioni instaurate da persone con uno stile di attaccamento sicuro sono maggiormente basate sulla fiducia reciproca e quindi vissute in maniera più amichevole e serena.

I risultati hanno inoltre messo in evidenza come la presenza di uno stile di attaccamento insicuro in entrambi i partner determini nella coppia difficoltà di regolazione affettiva e bassa soddisfazione: una sorta di circolo vizioso in cui la reciproca difficoltà dei partner a capirsi e sostenersi genera insoddisfazione.
Una coppia con uno stile di attaccamento insicuro, ad esempio, sembra avere grosse difficoltà nella gestione dei conflitti.
Entrambi poco capaci di stare emotivamente accanto al proprio partner e di capire cosa effettivamente stia PROVANDO IN QUEL MOMENTO O COSA SI ASPETTI (MANCANZA DI EMPATIA), tendono inevitabilmente a incancrenire il conflitto.

Da questa ricerca si evince che l’esistenza di due dimensioni parallele che possono predire una buona “tenuta” del matrimonio:

 

  1. La presenza in ciascun partner di una sufficiente dose di sicurezza personale, sicurezza formatasi giorno dopo giorno a partire dalle prime relazioni con i propri genitori.
  2. Una sufficiente capacità empatica, con cui saper riconoscere le emozioni proprie e dell’altro.

Questi studi evidenziano quanto possa essere importante, soprattutto nel momento storico in cui viviamo, poter sensibilizzare le persone a queste tematiche magari affrontando anche percorsi psicologici di educazione alla genitorialità.

D’altronde, come già detto, il comportamento di attaccamento è tipico dell’essere umano dalla culla alla tomba perché vanno a formare quelli che Bowlby chiamava modelli operativi interni cioè una sorta di programmi interni che ci portano a conoscere, pensare, interpretare, comportarci e relazionarci in un determinato modo piuttosto che un altro.

 

Dott. Roberto Re
Psicologo Clinico
Esperto in Ipnoterapia, Auricoloterapia e Psicosomatica

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