Valorizzarsi non per quello che facciamo ma per la straordinaria persona che siamo!

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Noi esseri umani attraverso la salute fisica, il successo, il potere, i soldi non capiamo più nulla…
spesso, diventiamo presuntuosi, egoisti, arroganti, non siamo mai soddisfatti abbastanza di quello che abbiamo.

Nella mia attività mi capita di incontrare tante persone che non hanno nessun tipo di fastidio fisico

Una volta, ad una di queste, chiesi: “Come sta Signora?”

mi rispose con aria insoddisfatta: “ma…fisicamente bene!”

…Io risposi: ” Mi scusi signora, me lo dice così?

Lei in questo momento riesce a mangiare?
Riesce a deglutire?
Ha mal di denti?
Riesce a camminare?”

…mi rispose: “Ma si dottore, certo!” .

…a questo punto aggiunsi: ” Lei se ne rende conto … lei si rende conto che non avendo nulla sta vivendo MERAVIGLIOSAMENTE BENE!
Se ne rende conto?”.

Quanto è bello vedere, sentire, camminare…
Ma noi che viviamo questa GRAZIA, momento per momento non ce ne rendiamo conto!

Il modello sociale di oggi ci sta allontanando dalla semplicità delle cose e della vita.

Siamo vittime di un ingranaggio che ci vuole competitivi su ogni ambito della nostra vita quasi ormai fosse questa la selezione della specie per la sopravvivenza.

OGGI SI MUORE DI STRESS!

Dobbiamo imparare a valorizzarci non per quello che facciamo o abbiamo ma per la straordinaria persona che siamo!

Spesse volte domando:

“Lei vuole bene a suo figlio perché è bravo a scuola, perché fa le cose, perché si comporta bene o perché esiste?

e la risposta è sempre: “ma che domande dottore, certo, perché esiste!”

e poi aggiungo :”Lei di se stessa questo lo ha capito?”
e mi sento rispondere: “NO!!!”
e ancora: “Lei saprebbe come consolare e aiutare una persona che soffre?”
mi rispondono: “ma si dottore anzi le dico la verità, lo faccio sempre”.
E aggiungo:” Le stesse cose che dice è capace di dirle a se stessa?”
rispondono: “NO!!”

“Vede, non c’è niente che lei debba sapere o debba capire, lei saprebbe come fare… è che per se stessa non ne vale la pena!”….

La paura di non essere riconosciuti, di perdere il riscontro esterno, di andare bene, di essere giudicati, ci porta a decentrarci in funzione dell’altro, in funzione del sistema e del modello sociale di riferimento…

perdiamo la nostra centralità, la nostra persona, la nostra unicità ed identità

ad un certo punto non solo non sappiamo più chi siamo ma diventiamo talmente invisibili che non sappiamo più neanche se esistiamo.

Se non rimettiamo noi stessi al centro non andiamo da nessuna parte.

Questo è il dramma!!

 

Dott. Roberto Re
Psicologo Clinico
Esperto in Ipnoterapia, Auricoloterapia e Psicosomatica

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